SecondLife... media

Diabloghi fra Avatar

Come un tempo la mazzetta dei giornali, oggi si prende tempo per leggere i blog e gli alert di google alla ricerca di novità. Non è necessario leggere tutto, non lo è mai stato.
Il 50% è un loop. Report di report. E poi rumors tecnologici, nuove iniziative, business…
Capita invece di trovare fuori dai soliti sentieri, modi e temi sviluppati originalmente.
Un esempio sono i Diabloghi di Tommaso Correale Santacroce un blogger della Fondazione Giannino Bassetti.
Dialoghi via blog, piccoli atti di un teatro secchi come i post di un twitter, seguiti da una considerazione a chiave di lettura.
L’ultimo post, Avatar ci racconta un modo di intendere SL intelligente e ironico. Dopo decine di post tutti uguali, beh, ci vuole.

Up & Down di un hype

La stampa estiva, sempre avida di scoop e sensazionalismi, non ha risparmiato Second Life, territorio dibattuto di una “corsa all’oro” il cui ciclo ricorda sempre più quello del WEB degli anni ‘90.

Mentre imperversavano improbabili cronache di assalti terroristici e blogger, ma anche testate internazionali, ne rilevavano l’assurdità, le prime vere “vittime” erano progetti che, a ben vedere, avevano nelle loro premesse un destino segnato. Come profetizzato da tutti gli osservatori attenti, le realizzazioni architettoniche fine a se stesse, non accompagante da una vera animazione o pianificazione di eventi e iniziative, si sono rivelate cattedrali nel deserto non in grado di offrire esperienza e interazione, i due elementi imprescindibili in qualsiasi mondo virtuale.

Questo è bastato perchè venisse stigmatizzata la “fine di Second Life” tout court, ancora una volta senza fermarsi a riflettere, compito ancora una volta lasciato alle voci fuori dal coro dei media tradizionali.

Francamente l’atteggiamento dei media non sorprende e rientra in pieno nei normali cicli di adozione e “hype” delle tecnologie. Gartner ne ha addiritttura stigmatizzato le fasi, come ci ricorda questo articolo del maggio scorso: Technology Trigger”, la fase in cui la nuova tecnologia viene lanciata e genera interesse nei media; “Peak of Inflated Expectations“, una copertura mediatica frenetica provoca un entusiasmo e delle aspettative eccessive nella tecnologia; “Trough of Disillusionment” le aspettative ‘drogate’ vengono inevitabilmente deluse dall’uso effettivo della tecnologia e i media allentano la copertura della notizia che intanto è diventata inflazionata; “Slope of Enlightenment” nonostante la stampa abbia abbandonato la nave alcuni business continuano a credere nella tecnologia e a portare avanti i loro progetti; “Plateau of Productivity” il sistema arriva ad un livello di stabilità in cui i benefici della tecnologia sono ampiamente dimostrati, le aspettative sono diventate equilibrate e la piattaforma si evolve.
E mentre in Italia si dibatte di terroristi e di esperienze non verificate, in America si è già passati a una fase successiva, in cui si discute delle opportunità che i mondi virtuali rappresentano per il business, la formazione e altri ambiti. A tal proposito CNN ha appena realizzato lo speciale “Virtual Worlds” (disponibile online) nell’ambito del “Future Summit” in cui si parla di Second Life, di altri mondi virtuali, di effetti speciali dei film e di videogiochi prospettando convergenze che rivoluzioneranno il nostro modo di lavorare e di divertirci.

Irene Grandi - Bruci la Città


Playstation 3 Home

L’altro ieri la Sony ha svelato al GDC 07 il suo asso nella manica: Playstation 3 Home.
Home è un mondo virtuale molto realistico a cui si potrà accedere direttamente dal menu della Playstation.

La questione calda di questi giorni è: Home soppianterà o meno Second Life?

Ritengo molto difficile che un mondo creato dalla Sony, anche se graficamente molto bello, possa soppiantere un mondo “imagined, created & owned by its residents”.
In ogni caso, il momento è di quelli storici.
Ne parlo su Idearium.org.

L’importante è che se ne parli…

…poi però capita di aprire La Repubblica di oggi e leggere che “[…] gli esperti (ndr gli psicologi) su quello che accade su Second Life infatti si interrogano: gente che spende più tempo ed energie a coltivare il proprio avatar che non se stessi, quelli reali. Che si fidanza, si sposa e fa business lì ma poi quando torna qui, spento il computer, è sola e spaesata.
sigh…
Del resto La Repubblica è in buona compagnia. I media italiani, in questi giorni, sembrano fare a gara nel dipingere Second Life come l’ultima trovata degli americani in fatto di business applicato all’alienazione mentale.
Magari si fa un breve cenno al fatto che alcune università tengono dei corsi lì dentro, che si fanno concerti e si sperimentano nuove forme di espressione e collaborazione…. ma sono dettagli tanto per far colore, e che probabilmente al lettore non interessano.
Al lettore interessa invece….
il parere dello psicologo.

Virtuality Show

Il Grande Fratello, quello televisivo, sbarca anche nel virtuale.
La società olandese Endemol ha aperto le selezioni per la SecondLifeEdition.
I 15 concorrenti selezionati dovranno passare almeno 8 ore al giorno nella Casa, per tutto il mese di dicembre. Saranno i residenti di SL a decidere chi far rimanere fino alla fine, tramite votazione.
Premio per il vincitore: un’isola tropicale in Second Life.

Ora che il Grande Fratello è stato visto da 2 miliardi di persone nel mondo reale” dice Paul Römer, managing director di Endemol Olanda “è tempo di conquistare anche il mondo virtuale.” [via Reuters]

Morale della favola:
Per chi era in cerca di una secondavita, si prospettano tempi duri…

L’Economist torna a parlare di Second Life

economist coverLa vita su Second Life è fatta di “n” attività, aziende e persone che -ogni giorno- creano nuovi oggetti, servizi, motivi di incontro, etc. Per questo -sempre più spesso- le varie testate giornalistiche si mostrano interessate. E se i giornali italiani puntano per lo più all’effetto glamour e miraggi di guadagni “facili”, l’Economist prova a delineare un panorama più chiaro ed oggettivo.

- L’articolo originale dell’Economist  qui
(a pagamento).
Continua »

Reuters in Second Life

L’agenzia Reuters ha aperto una filiale (e che filiale!) in Second Life.
La redazione inworld si occuperà di tenere informati i residenti su tutto ciò che riguarda il loro mondo.
Il News HUD (Heads Up Display), reperibile presso la Reuters Tower, ci permetterà di avere sempre sott’occhio le headlines dell’agenzia, indipendentemente da dove ci troviamo.

ReutersHUD

Cliccando sui titoli, si accede alla relativa pagina web con il testo completo della notizia.

Adam Reuters (nella vita Adam Parsick, giornalista londinese di lunga data), il redattore capo, è disponibile al pubblico ad orari prestabiliti, con tanto di calendario.
A giudicare dalla quantità e qualità di notizie già nel primo giorno, le intenzioni sembrano più che serie…
Gran bella cosa.