SecondLife... metaverso

Digital personomies

Rimane per me altissima l’attenzione sugli aspetti legati allo sviluppo della personalità digitale.
La definizione di cos’è una personalità digitale, di quanta parte di noi verrà così a rappresentarci, di quanto questa influenzerà le nostre abitudini e l’idea che abbiamo di noi e quella che gli altri percepiranno sarà uno dei temi strategici dei prossimi anni.
Non ho che da segnalarvi alcune letture interessanti sul tema, oltre a quanto già proposto in altri post.
Il primo è un simposio che si è svolto pochi giorni fa, il 30 novembre sul tema della cittadinanza virtuale presso la Wayne State University: Virtual Citizenship +
New Technologies >

qui trovate la trascrizione degli interventi di Wendy Chun, Russell Dalton, Fred Stutzman, Vernor Vinge.

Il secondo è un post molto interessante, di un giovane studente della Trinity Evangelical Divinity School a Glenview, Illinois che si è lanciato in un compito affascinante e veramente veramente tosto: una introduzione all’ermeneutica di Second Life.
uno dei capitoli è inerente la nostra questione, l’identità nel metaverso.
Altri capitoli, in tutto 5 almeno per ora, sono altrettanto incredibilmente sofisticati: l’ultimo affronta l’incarnazione….
Buona lettura!

Identity summit

Si è svolta il 19 novembre scorso su Orange Island, la SIM del carrier telefonico francese l’Identity Summit, evento che avrei seguito con grande piacere, anche perchè credo l’affermazione dell’identità sia strategica nella cultura sia giuridica che commerciale del Metaverso, per non parlare delle implicazioni sociologiche e antropologiche che l’affermarsi di una meta-personalità comporta… brrr!
Tornando al caso, sono state discusse tre interessantissime tematiche:
(I link dei titoli portano alle “sbobinature” delle chat)

Avatars as a personal brand
Difference between branding and advertising
Effective use of avatar as a brand
Avatar as personification of a company
Trademarking avatars
Difference between personal branding and corporate branding
The three things you need to remember when using your avatar as a branding tool

Identity Transparency and Persona in Business
Identity transparency - SL & RL identities: how similar are they?
Consequences of running a business as a persona
What makes SL such a different 3D space? (less RL presence than other worlds)
Is role-playing better than disclosing RL information?

Non-human avatars
How are they perceived? Has it evolved over time?
Is there a need for specific “Furry” areas?
Reactions to the “typically beautiful” & SL’s endless possibilities
Easier access to non-human avatars
Creative avatars: a cause for segregation?

Nel futuro dell’economia (e della società tutta, direi) ci sono queste questioni che torneranno spesso nei post di questo blog.

E ridaje! C’è sempre un antagonista per Second Life

Per la stampa, c’è sempre un concorrente pronto a detronizzarlo. Settimana scorsa era la volta di “My world” il progetto Serious Game promosso da Google. ( vi linko Google/Second Life Merger and a Life of Speculation giusto perchè avanzava dei dubbi…)
Mi domandavo: Ma perchè Google dovrebbe andare contro i suoi stessi interessi? Quello che conta per big G son le informazioni, tutte le informazioni, e non il metaverso di turno…
E così è stato. A dissipare ogni nebbia e ogni illazione sulle reali intenzioni di Google ci pensa la dichiarazione di Michael Jones, Google Earth CTO, che qui riporto da The Metaverse: “Google Earth would always remain true to the real world and not dive into the type of fantasy world that Second Life has become.”

Questo, invece di chiudere la questione, trovo sia uno straordinario motivo di interesse.
Perchè credo, aprirebbe una evidente via versola totale integrazione dei media per la creazione del metaverso.
Pensate:
1 - La rete è il più grande serbatoio di conoscenze che il mondo abbia mai visto.

2- Google è la cosa più vicina ad un oracolo dai tempi di Delfi (il parallelo è di Chris Anderson)

3 - Il Mash-up fra informazioni, l’oracolo e il mondo fisico quasi c’è, e si chiama Google Earth, che sta creando uno straordinario media ubiquo, tra l’altro abbondantemente anticipato dal lavoro di Peter Morville in Ambient Findability, ma anche un meta-modo, una realtà aumentata già prefigurata dalla fantasia di un grande visionario come William Gibson nel suo Virtual Light.

4- questo mash-up giunto a maturità(anche grazie a “My World”) può creare una noosfera che apre a tutti i possibili mondi virtuali, di cui Second Life non sarà che uno dei tanti.

Più che un concorrente Google potrà essere il facilitatore per la creazione di un vero ponte verso il Metaverso. E spero di poterlo vedere.